sabato 16 giugno 2012

IL prolasso della valvola mitrale

Il prolasso della valvola mitrale è uno tra i più frequenti vizi valvolari, ne è colpito circa il 5% della popolazione totale e raramente determina alterazioni cardiache importanti.
E’ una condizione che colpisce soprattutto le donne, dove sono stati osservati due picchi di prevalenza rispettivamente intorno ai 30 e i 50 anni.
Invece, negli uomini il picco è collocato intorno ai 20 anni, con una tendenza al decremento con l'età.
È più frequentemente riscontrabile, inoltre, nei soggetti longilinei o longitipo, per la frequente associazione anche con anomalie dello scheletro (ad esempio, con la cosiddetta "schiena dritta", o di "pectus excavatum").
Il prolasso della valvola mitrale è riscontrabile anche in età pediatrica, poiché in alcune forme può essere anche congenito. In altri casi, più rari, il prolasso può essere una conseguenza di altre malattie del cuore.

Per garantire che il sangue scorra in una sola direzione, ciascun ventricolo del cuore possiede una valvola di afflusso e una valvola di efflusso. La valvola di afflusso nel ventricolo sinistro è la valvola mitralica, che presenta due lembi (cuspidi), i quali si aprono e si chiudono come una porta a senso unico.
Il prolasso della valvola mitrale è un difetto strutturale delle cuspidi valvolari che separano l'atrio sinistro dal ventricolo sinistro del cuore e che si chiudono in modo imperfetto.
A causa di questo difetto il sangue, invece di andare tutto dall'atrio al ventricolo, torna, in parte, indietro.

Nella maggior parte dei casi il prolasso della valvola mitrale non è pericoloso. Infatti la valvola, pur imperfetta, può svolgere la propria funzione senza interferenze con il normale fluire del sangue. Diventa pericoloso quando si associa ad insufficienza valvolare.

Il prolasso mitralico generalmente è asintomatico, quindi viene spesso scoperto per caso. Altre volte, specie nei soggetti giovani, i sintomi presenti sono:

dolore toracico;
battito cardiaco irregolare;
tachicardia;
affanno, debolezza, facile affaticamento;
attacchi di panico;
cardiopalmo.

L’insufficienza mitralica è il problema cardiaco più comunemente associato al prolasso: di solito è di grado lieve, ma può progredire.
La situazione si complica, infatti, quando i lembi della valvola si allontanano tra loro, o si calcificano a causa dell’invecchiamento.

Questa di conseguenza non si chiude più in modo ottimale, diventando insufficiente, ossia incapace di chiudersi perfettamente. In tal caso, l’atrio sinistro lavora male, a causa della imperfetta chiusura della valvola, con il tempo potrebbe tendere a ingrandirsi; lo stiramento provocato sulla sua struttura muscolare può irritare il sistema elettrico del cuore e generare una fibrillazione atriale.
I soggetti con prolasso della mitrale non corrono in pratica nessun rischio, almeno nella stragrande maggioranza dei casi.
Il soggetto portatore, senza significativo rigurgito o con rigurgito di lieve entità, svolge una vita assolutamente normale, può praticare sport, anche a livello agonistico (purché si sottoponga a tutti i controlli richiesti dal medico, a seconda del tipo di attività praticata).
Limitazione per sport competitivo c’è in quei pazienti che presentano aritmie serie, insufficienza mitralica severa, la sindrome di Marfan (o altre malattie di tessuto connettive), o sintomi gravi come angina da sforzo ed episodi sincopali.

Diagnosi

L’esame strumentale più sensibile per la diagnosi di prolasso valvolare mitralico è l’ecocardiogramma, che permette di descrivere il difetto valvolare e stabilire il grado di insufficienza mitralica. Con questa metodica, grazie all’utilizzo degli ultrasuoni, si ottiene una perfetta immagine delle valvole cardiache. Nel prolasso valvolare mitralico è possibile visualizzare lo spostamento del lembo mitralico anteriore o posteriore, o di entrambi, verso l’atrio sinistro durante la fase di contrazione del cuore.

Il prolasso può essere rilevato dal medico anche grazie all’uso dello stetoscopio, nel corso di una normale auscultazione del cuore. Il segno caratteristico che indica la probabile presenza di questa anomalia valvolare è rappresentato da un caratteristico suono (“click”), che si aggiunge ai toni cardiaci normali. Questo è un rumore talvolta generato dal lembo (o dai lembi) prolassanti nel momento di massima distensione.

E’ prudente che i famigliari consanguinei di un paziente con prolasso della mitrale si sottopongano a una visita medica ed eventualmente a un ecocardiocolordoppler per fare diagnosi precoce.

Terapia

Se si tratta di un prolasso semplice, che non causa alcun disturbo, non è necessaria alcuna terapia, ma va tenuto sotto controllo. I pazienti senza insufficienza mitralica, disturbi del ritmo, o altre patologie associate, sono da considerare a basso rischio per problemi a distanza.
I pazienti che presentano un prolasso valvolare mitralico con rilevante insufficienza valvolare, sono a maggior rischio di infezione della valvola (endocardite) e in questi casi è necessaria la profilassi antibiotica, in caso di manovre chirurgiche o strumentali e di cure dentarie. Questo al fine di evitare che la valvola possa essere infettata dai batteri.
Quando al prolasso si associano segni di insufficienza valvolare grave, può diventare necessaria la terapia chirurgica, che può talvolta rendere necessaria la sostituzione valvolare.
La terapia consiste nella riparazione chirurgica del difetto e si avvale oggi, oltre che dell'approccio tradizionale, anche di quello mininvasivo. Non vengono di solito operati prolassi lievi o moderati.

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