sabato 16 giugno 2012

La detrazione Imu per i figli di età non superiore a 26 anni | Job Fanpage

La detrazione Imu per i figli di età non superiore a 26 anni | Job Fanpage:I contribuenti italiani dal 2012 sono tenuti nuovamente a pagare l’imposta comunale sugli immobili. Non è più l’ICI, ma l’imposta municipale IMU. E tale tributo è dovuto anche sull’abitazione principale, che rientra nel presupposto dell’imposta insieme alle relative pertinenze. Quindi le famiglie italiane si trovano di fronte ad un nuovo pagamento al Fisco per il possesso della prima casa.
L’IMU è dovuta normalmente nella misura dello 0,76%, aliquota che si applica sulla rendita catastale, rivalutata del 5%, e a cui si applicato i nuovi moltiplicatori che dipendono dal gruppo catastale in cui è classificata l’abitazione. Nel caso di gruppo catastale A il moltiplicatore è pari a 160. Nel caso dell’abitazione principale l’aliquota applicata scende allo 0,40% di base ed i Comuni possono variare in aumento o in diminuzione di uno 0,20% portando l’aliquota a propria discrezione ad una percentuale tra lo 0,20% e lo 0,60%.
Detrazione di 200 euro. Oltre a tale agevolazione per la prima casa, per l’abitazione principale c’è anche una detrazione d’imposta pari a 200 euro per tutto il periodo in cui si protrae la destinazione dell’immobile come abitazione principale. E se l’immobile è adibito ad abitazione principale da più soggetti passivi dell’imposta IMU, la detrazione spetta a ciascuno di essi in egual misura e proporzionalmente al periodo per il quale la destinazione stessa si verifica.

Detrazione Imu di 50 euro per ciascun figlio

50 euro a figlio di età inferiore a 26 anni, nel 2012 e nel 2013. In sede di conversione del Decreto Legge n. 201 del 2011 (la Manovra Monti), è stato stabilito che per gli anni 2012 e 2013, la detrazione di € 200 è maggiorata di € 50 per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Maggiorazione massima di 600 euro. La maggiorazione per i figli di età inferiore a 26 anni non può superare € 400 e, pertanto, l’importo complessivo della detrazione e della maggiorazione non può risultare superiore a € 600 (ivi compreso i 200 euro di detrazione per abitazione principale spettante a tutti).
Il diritto alla maggiorazione spetta fino al compimento del ventiseiesimo anno di età, per cui si decade dal beneficio dal giorno successivo a quello in cui si verifica l’evento.
La detrazione per figli e la delibera del Comune. I comuni non possono variare l’importo della maggiorazione prevista per i figli. La norma prevede, invece, che i comuni possono aumentare l’importo della detrazione di € 200, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. Tale facoltà può essere esercitata anche limitatamente a specifiche fattispecie meritevoli di tutela, fermi restando, ovviamente, i criteri generali di ragionevolezza e non discriminazione. Nel solo caso in cui il comune abbia disposto l’aumento della detrazione fino a concorrenza dell’imposta dovuta, il comma 10 dell’art. 13 del D. L. n. 201 del 2011, prevede che lo stesso ente non possa fissare un’aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione.
Non è necessario che il figlio sia fiscalmente a carico. Tra le condizioni per godere della maggiorazione non è ricompreso quella del “figlio fiscalmente a carico”, in quanto non vi è un’espressa disposizione normativa al riguardo e i comuni non possono neppure introdurla.
L’importo di tale ulteriore beneficio, costituendo una maggiorazione della detrazione di 200 euro per l’abitazione principale, si calcola con le stesse regole di quest’ultima e, quindi, in misura proporzionale al periodo in cui persiste il requisito che dà diritto alla maggiorazione stessa. Quindi vanno considerati i mesi in cui si ha diritto alla detrazione di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni.
Computo dei mesi di detrazione. In caso di nascita di un figlio, per computare un mese occorre che la nascita si sia verificata da almeno 15 giorni. Ad esempio, se la nascita avviene il 15 marzo, allora, il mese di marzo deve essere computato nel calcolo della maggiorazione. Se, invece, il figlio nasce, ad esempio, il 17 marzo, non si potrà tenere conto di tale mese.
Compimento di 26 anni durante l’anno. Se si prende in considerazione il caso del compimento del 26° anno di età, per potere computare il mese nel calcolo della maggiorazione occorre che l’evento si verifichi dal 15° giorno in poi. Per cui se il figlio compie i 26 anni il 14 marzo, allora la maggiorazione non spetterà per quel mese e per il calcolo della stessa si potranno prendere in considerazione esclusivamente i mesi di gennaio e di febbraio, periodo durante il quale si è protratto il requisito richiesto dalla norma. Nell’ipotesi in cui, invece, l’evento si verifichi il 15 marzo, allora la maggiorazione spetterà anche per il mese in questione.
La detrazione e la maggiorazione devono essere, altresì, rapportate ai mesi dell’anno nei quali si sono verificate le condizioni richieste dalla norma e il mese durante il quale il possesso dei requisiti in parola si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero.


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